lunedì 9 febbraio 2015

ACRONIMI SICILIANI (parte prima)

Abbiamo passato una notte di merda, e buona parte nella costruzione della stellata turca l'ha avuta X. Sara' per questo che non vediamo l'ora che X (il quale X pero' e' un altro X, non quello del post precedente) ci molli li' dove s'è fermato e scompaia velocemente, portandosi appresso la sua depressione postsbornia, il suo cane depresso e il suo deprimente camper. Y, che ieri sera ha persino perso la pazienza (non quanto me, o forse piu' di me, ma che a differenza mia non ha messo le mani addosso a X), dichiara: "voglio solo essere abbandonata qui. Non essere accompagnata, non trasportata, non spinta oltre questo posto.". Z, che ieri sera s'è immolato come usa immolarsi in genere ma che sta per scendere dalla croce - lo so bene io che sono il Tentatore, Z dicevo, resta a mezzo tra il marciapiede (lui) e il camper (il suo zaino). Poggia la schiena a un muretto, la mente all'impegno di domani e al posto in cui l'aspettano - il posto e' il VdP, l'impegno un MAI (non sono impazzito - il VdP è un posto, il MAI un acronimo di non vi dico per ora cosa). Z è stanco, la barba bianca lo fa sembrare ancora piu' stanco, ma si vede che sta per vendere l'anima al diavolo e perdersi almeno per due giorni sulle strade dell'incognito. Li lascio cuocere nel loro brodo (X,Y,Z) e vado a fare un minimo di spesa - inutile muoversi insieme con tutto il peso dei bagagli, inutile sorbirsi tutti i saluti chilometrici di un X pentito, inutile allungare il brodo in cui ribolle Z.
Quando torno, Zeta e Zaino si sono ricongiunti a bordo strada, X sta mettendo in moto il camper per sparire e Y sorride a tutto tondo. Partiamo dunque, direzione TF (un altro posto, di cui non vi dico il nome, almeno per ora), o almeno cosi' crediamo. 
-O almeno cosi' crediamo-
Potreste pensare che mi sia contraddetto o che abbia promesso a Z l'incognito pur conoscendo la meta, e invece no, la verita' è una follia, come tutte le verita' del resto, e insomma: io non ho idea di dove sia TF, e c'è di piu': quando partiamo non ho nemmeno idea se esista un posto con quel nome.
Nel senso che un posto esiste, è qui intorno da qualche parte, un posto con caratteristiche e storia precise di cui qualcuno ci parlo' una sera al VdP, una sera di non molto tempo fa, sera di luna piena, la sera in cui avevo appena inventato la ruota e giustamente festeggiavo (no-o, non sono impazzito: ho inventato la ruota, e' stato circa un mese prima dell'avventura che sto raccontando, anzi diciamo che la sera in cui inventai la ruota ebbe inizio questa avventura qui che ora sto raccontando, tant'è che faro' penitenza per non essere partito a raccontare da quella sera li', prometto che la faro'). Insomma il posto esiste, ma non sappiamo ne' dove esattamente sia, ne' tanto meno se si chiami in effetti TF.
Dunque siamo da cinque chilometri in fila indiana zaini in spalla su una strada asfaltata quando, domandando e ridomandando, finalmente appuriamo che il posto esiste, si chiama TF (anzi Tieffe adesso che e' sicuro che esiste e cosi' si chiama), e che sta esattamente un tot di km nella direzione opposta dalla quale stiamo venendo noi.
Ma adesso il sole scende, io ho ancora da fare fuori, e quindi qui finisce la prima parte di ACRONIMI SICILIANI.

4 commenti:

  1. Ma quando te ne hanno parlato al Vdp non potevi farti dare qualche indicazione più precisa, farti disegnare due stradine su un foglio di carta ...
    Comunque sembra che stai descrivendo un piano cartesiano tridimensionale: x,y,z. Tu cosa saresti, l'origine?

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  2. potevi farti disegnare una mappa, anche artigianale :)

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    1. sul momento, quando inventai la ruota, non sapevo che avrei nutrito, di li' a un mese, il desiderio di andare a scoprire Tieffe.

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