domenica 22 febbraio 2015

ACRONIMI SICILIANI - PLACENTA DI TIMO

Ho deciso che sarei tornato a Tieffe nel momento stesso in cui ci arrivavo per la prima volta, ormai quasi sei mesi fa, al seguito di quella sorta di armata Brancaleone in gita post vendemmia composta da me, Zeta e Y - il gruppo vacanze VdP. Se fu la leggenda, allora, a spingermi fino a questa contrada spersa, per sapere che sarei tornato (il mese successivo e poi ancora in novembre) mi basto' infatti guardare il posto e farmi invadere dalla morbosa curiosita' (?) per storie che su Tieffe si sono stratificate. Violenza e amore, millestrati. Con panna, ciliegine e mistero a guarnizione. 
Dunque sono passati quasi sei mesi. E adesso qualcosa so.
Adesso so che il limone sotto le grotte si chiama Timo, perché di Timo è la placenta che l'ha nutrito, e che Timo e' uno dei tanti bambini che sono nati qui, a Tieffe (e sembra assurdo pensarlo vedendo Tieffe come adesso e', ossia deserta). 
So che il sistema di tubi interrati per il servizio idrico li ha interrati G.
Che l'ultimo incendio l'ha provocato Ak, accidentalmente.
Che A&A han vissuto a Tieffe per 5 anni, nella prima decade del duemila, con altri amici loro e procreandoci a profusione altri bimbi dai nomi pittoreschi.
E che sono passati da queste pietre generazioni di frikkettoni sempre piu' improbabili fin da quel remoto giorno del 79 in cui una prima armata Brancaleone multicolore e stracciona compero' la proprieta' da un vecchio classe 1902 che ci viveva con la sua mula, e che tutto coltivava.
E ne so altre e svariate di storie, che sono evidenti in tracce sparse per i viottoli della scoscesa Tieffe - 9 casette in pietra cotta dal sole, dieci ettari di crinale e un fiume, una sorgente, ulivi e mandorli a profusione, e tanta, tanta liama (dima o ampelodesma, fate voi).
Ne so altre svariate tristi atroci divertenti ed emozionanti.
Ma la prima cosa che vidi, ecco, quel giorno, dopo che Walter ci aveva indicato il restante tratto di strada da fare introducendoci al luogo con poche chiacchiere, e dopo che quella restante oretta di sentiero indicatoci era stata quasi tutta consumata da noi tre V-niani in vacanza e in marcia, fu il simbolo tieffino del confine che sta tra storia e leggenda: un furgone Volkswagen bruciato e ribaltato su un fianco nel luogo piu' improbabile dove un essere umano ragionevole immaginerebbe di trovarne uno. 

11 commenti:

  1. Insomma è un posto buono x procreare.
    C'è x caso passato pure un tizio che diceva "andate e moltiplicatevi"?

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    1. pochi anni fa. infatti sono andati tutti via a moltiplicarsi altrove

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    2. Puoi puntare alla clonazione. Non li vuoi tanti piccoli mini te?

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    3. ci sono solo 4 case con il tetto (escludendo la cucina). in una ci sto io, ergo al massimo ho spazio per tre cloni. se ne vengono di piu' te li mando.

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  2. Ma anche no. Già mi tocca sopportare te!

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    1. chissa' che fine ha fatto la pecora Dolly...

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    2. Leggo che è passata a miglior vita il 14 febbraio 2003 e ora è imbalsamata ed esposta al National Museum of Scotland.
      Evidentemente x le pecore il numero 7 (a 8 nn c'è arrivata) è il numero Buono. Ti posso imbalsamare e mettere in salotto quando sarà?

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    3. preferirei essere cucinato alla cottora

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  3. sto cominciando a vedere Tieffe....a immaginarlo....
    ci sono luoghi che hanno una storia da raccontare, ma non per tutti...

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    1. credo sia proprio di tutti i luoghi e di tutte le infinite storie. la storia universale mi sembra una gran fatica poco plausibile.

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  4. ... una gran fatica poco plausibile....e poco interessante anche...
    effettivamente tutti i luoghi hanno una storia da raccontare, ma ce ne sono alcuni che raccontano di più...forse perchè celati ai più...insomma..io trovo affascinanti questi posti che descrivi :-)

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