mercoledì 18 marzo 2015

IO STO BENE

"e' una questione di qualita'"
(Io sto bene - CCCP)



Non e' una questione etica, non e' una questione morale. E' un fatto di qualita'. 
Qualita' del silenzio - in citta' come in montagna il silenzio e' un rumore di fondo ma in citta' ha una qualita', in montagna ne ha un'altra. 
Qualita' della parola - a riempire degli spazi gia' pieni, a sovrastare, ad affermare: questo in citta'. A vivere come suono coi pro e i contro, questo in montagna. 
Qualita' della presenza - presente in tutti i momenti a me stesso senza distrazioni, alle relazioni che sono anche necessarie collaborazioni e al luogo, che richiede una cura costante non delegabile: questo in montagna. In citta' invece il tempo - qualita' del tempo - scorre veloce mentre fai cose che riguardano la tua vita quasi sempre di rimbalzo, di sponda o conto terzi. 
E ancora: qualita' dei significati - dove un rifiuto non e' un rifiuto ne' in montagna ne' in citta', ma dove nel secondo luogo diventa un'abitudine. 
E ancora altre qualita'. Altre e altre. Dunque se qualcuno sostiene che fb e' utile come mezzo di comunicazione e che se lo usi in un modo piuttosto che in un altro, e' cosi' e non cosa', devi anche vedere chi e' quell'uno e a quale qualita' fa riferimento. Per quel qualcuno, che magari lavora, paga bollette, vive in condominio, la qualita' della comunicazione utile non e' la stessa che permette di vivere nella pienezza a cui mi sono "viziato". Insomma: per un cieco un cane guida e' molto utile, forse anche vitale. Per uno che ci vede è solo un dispensatore di merda.

21 commenti:

  1. In realtà concordo con quel che dici.
    Io rientro in quella parte che, ahimè, vive in città, in condominio, ecc. E ho sempre dato un' importanza al silenzio inteso come assenza di rumori che non siano quelli naturali, ma anche assenza di parole, che molte volte sono pronunciate per riempire un vuoto.
    Ma se anche cancellassero fb x sempre per me è irrilevante.
    Anche se devo ammettere che con alcune persone, a me care, ma lontane uso anche mezzi informatici x comunicare. Certo non è la qualità di comunicazione che vorrei, ma non ho molte alternative alla distanza.
    Comunque il cane è semplicemente un bellissimo animale, che poi dispensi merda è irrilevante. In fondo anche tu lo fai.

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  2. si', ma non si scava il cacatoio.
    ps
    Faulkner disse che chi afferma di non avere tempo per fare cio' che vorrebbe sta vivendo una vita fasulla.

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  3. Può essere. Ma non parlavo di tempo in questo caso. E poi chi ha il tempo potrebbe non avere i mezzi per fare tutto, ma proprio tutto quello che vorrebbe fare.

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    1. il concetto e' estendibile. aggiungerei facilmente. in quanto ai mezzi, temo che la felicita' non abbia necessariamente residenze esotiche. forse direi che "necessariamente", per struttura, sia piu' che altro "casalinga" o "casereccia". bisognerebbe interrogarsi, mentre si insegue o si piange di frustrazione, se alla fin fine non siamo delle allodole.

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    2. Non mettermi in bocca ciò che non ho detto. Non mi riferivo a residenze esotiche o stronzate di altro genere che non desidero affatto.
      Era una riflessione molto più banale ed era riferita sempre al discorso della lontananza del commento precedente. Chi ha tempo non necessariamente potrebbe essere in grado di colmare le distanze.

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    3. minkia dai, non farmi spiegare cose cosi'. dai, tre punti di penalizzazione per random w (tanto costa la traduzione). intendevo dire che siamo strutturati in modo da avere la felicita' a portata di corpo tale e quale per come e' spaziotemporalizzato. per esotico intendevo lontano fantasioso non facilmente raggiungibile. tant'è che l'oppongo a casereccio casalingo. insomma, mezzi? tempo? se ti sembra che te ne manchino per essere felice... guarda meglio. ps a volte per guardare meglio tocca spostare qualcosa. e non farmi spiegare anche questa.

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    4. il "tu" era impersonale.

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  4. Preferisco la città alla montagna. Amo quel silenzio che si trova e si vive anche in mezzo alla follia. E' questo silenzio che con impazienza sto aspettando. Sono stata un mese in Sicilia per ragioni burocratiche nonché detestabili. Come quella casa che purtroppo mi apparterrà solo economicamente e di cui dovrò liberarmi prima che cada a pezzi e non voglio assolutamente che mi seppellisca materialmente e metaforicamente. Finirà presto la vita "fasulla" che non ho mai voluto neanch'io. Io non sono stata bene in quel mese appena passato.

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  5. certamente...è così...
    tra l'altro oggi mentre pranzavo, da sola, con la finestra aperta, ho sentito il canto di un uomo in strada....e , tra i pochi rumori della zona di città in cui vivo, l'ho ascoltato con stupore ( perchè inusuale sentir cantare qui in città per starda..) e ho pensato a questo tuo post: anche il canto suona diverso a seconda del contesto...

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    1. ieri per caso ho sentito un corvo. qui per me non ha significasto. non so da dove veniva o dove andava. non mi importa se piove, non devo prevederlo. ecco.

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  6. sì...non serve prevederlo, lì dove sei ora...

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  7. la metafora conclusiva è molto valida.

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  8. Io sono snob e barbaro e anche questo mi sostengono nella mia resistenza al faccialibro sul quale non sono.
    Mi è piaciuta l'analisi dei tempi in città e in montagna.
    Sì, il flipper rimbalzamento negli ambienti urban-artificiali non può che avere sua rappresentazione, nel mondo dell'informazione, nella connessione imperitura del dire sempre qualcosa che, spesso, è solo rumore.
    Come il rumore della città rispetto ai silenzio e ai suoni della montagna o di una costiera alta e selvaggia.

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  9. vivo in un paese limitrofo al centro, e mi ci trovo decisamente bene.
    la misura è quella che si confà alle mie esigenze...
    alle volte il mio lato più snob si lamenta della realtà provinciale che sono ad abitare,ma il più delle volte mi piace quel sentirmi abbastanza fuori da non essere dentro...

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  10. > Anche questo mi sostengono
    e altri errori.
    Mah, scritto veramente male.
    Chiedo scusa.

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  11. @un uomo in cammino. la mia vacanza dai parenti e' terminata. sto per ripartire - tra un'ora, anche meno, adesso. stamattina mi affaccio in cucina, mia madre fissa la tv. c'è un servizio. il giornalista dice qualcosa a proposito di una ricetta della felicita' che starebbe nella disciplina di non accumulare. mia madre mi guarda, coem a chiedere un parere. io sorrido. e' strano che un messaggio del genere venga lanciato su uno strumento di accumulo-capitale ed enunciato da uno che evidentemente è un aspirante accumulatore.
    io non sono snob e questa è una guerra.

    @Patalice mi fa piacere per te.

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  12. Ma la qualità chi la misura? Esistono parametri di riferimento universali o facciamo sempre e comunque riferimento al solito relativismo? (Senza intento provocatorio ma con reale volontà di comprensione, ovviamente, domando).

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    1. cos'è per te la qualita'? tanto per capirsi. (diffido del relativismo, e lo schernisco quando, elevato a dio, mette sul trono l'idiozia)

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    2. Ciò che mi eleva dalla mediocrità comune che tende al basso.

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    3. adesso scusami ma non ho l'energia per entrare in distinguo profondi e molecolari (impegni impegni impegni e l'eta' che avanza e la tetratricologia da cui sono affetto). io intendevo comunque una qualita' poco interessante da misurare. che ne so: una arancia tarocco e una portobello, due qualita' differenti.

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