venerdì 10 aprile 2015

AUTOSTIMA - DIGERIRE LA MORTE DI UN AMICO

L'essenziale, nel ritmo, e' sentire il cuore. E se perdi il contatto con la pompa, fermati. Striscia all'ombra, sotto l'ombra piu' vicina, e statti. Statti come si dice in Abruzzo quando vuoi avvertire qualcuno di non esagerare. Statti, come il sobborgo di Taranto dove Modeo, negli anni ottanta, segnava un limite alla strada comunale con il cancello della sua villa super abusiva. Statti, a brutto muso, li' dove il ritmo l'hai perduto. Non pensare all'estetica, non c'è alternativa al fermo. E le scialuppe, si sa, vanno preferite alle zattere solo se ci sono scialuppe e nemmeno e' detto. Quindi certo, striscia, striscia pure. Cosa credi? che simulare presenza quando ormai sei partito riesca a lasciare in chi osserva - che poi, chi dovrebbe osservare? - una migliore impressione di te? Dunque quello che conta e' il ritmo, prendere il ritmo. E quindi ascoltare il cuore, e i giorni, e il sole, il vento, le stagioni, la luna, i segni  - certo: anche i sogni. Via via piu' bravi si diventa, via via in maggiore armonia, stando sul tempo. 
Ai ragazzi di PdT ho detto: quando starete facendo quello che volete realizzare, ammesso e non concesso che qualcuno vi stara' intorno, non gioite per quel qualcuno solo in virtu' di uno due tre quattro numeri in piu'. Guardate chi vi sta intorno, capite chi e' e perche'. 
Ma i ragazzi di PdT non sanno cosa vogliono, perché lo vogliono e nemmeno se vogliono qualcosa.
E allora statti, mi dovrei autointimare. Solo che non ho esagerato. Nel ritmo forsennato di quei giorni avevo un preciso ruolo, un preciso compito.
E' bello capire quali sono le proprie responsabilita', quelle che stanno nel proprio ritmo, quelle che ci stanno davvero. E' bello tenere il ritmo. E' bello saperlo ritrovare. E' bello stare sul tempo, nel proprio tempo. E riuscirlo a navigare. Anche se qualcuno guarda e non capisce cosa diavolo stai facendo. O dicendo. Anche se non lo capisce nessuno - o quasi. Si e' quel che si e'? Si e' quel che si diventa? In ogni caso, e' bello non essere un misero pesce pilota.
PS 
Non l'avete capito il titolo, eh?

15 commenti:

  1. Direi che certe digestioni sono particolarmente difficili e lunghe e che riuscire ad ascoltarsi e rispettarsi non è cosa da poco.
    Non ti ci vedo proprio nel ruolo del pescetto opportunista.

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  2. e tu l'hai digerita la pastiera?

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  3. Avoja! La mitica pastiera di mammà. Son altre le cose che non digerisco.

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  4. in effetti il titolo non l'ho capito.

    Questò però l'ho capito bene:

    "E' bello capire quali sono le proprie responsabilita', quelle che stanno nel proprio ritmo, quelle che ci stanno davvero. E' bello tenere il ritmo. E' bello saperlo ritrovare. E' bello stare sul tempo, nel proprio tempo. E riuscirlo a navigare. Anche se qualcuno guarda e non capisce cosa diavolo stai facendo. O dicendo. Anche se non lo capisce nessuno - o quasi. Si e' quel che si e'? Si e' quel che si diventa? In ogni caso, e' bello non essere un misero pesce pilota."

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    1. Direi che il post, allora, e' perfettamente riuscito.

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  5. "Statte ca te fazzu". La frase di mio padre, quella che ripeteva ogni estate come un posseduto, in ogni insignificante occasione, dopo il passaggio in macchina dal paese (Statte o Statti?.. ma poco importa), tappa obbligata per arrivare nella sua casa di famiglia. Ho una memoria latitante della mia infanzia, ma il viso incollato al finestrino ad osservare quel paese che lo rendeva tanto felice non lo dimentico mai. Odiavo Statte, odiavo quelle sue case costruite in pendenza, odiavo quel viaggio. "Resta" sembrava dirmi ogni cosa mentre io invece come oggi, sentivo solo di andare. Ma forse quella frase aveva un senso: "Statte" rimani, dentro il tuo cuore, nel suo ritmo e lui ti farà. Forse questo diceva mio padre a se stesso e a noi ..chissà.
    (Sempre fuori tema, ma vuoi farci, e' una malattia oramai*)


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    1. nessun fuori tema, carissima. ben arrivata al Tieffeblog.
      ps
      le vocali di chiusa sono suscettibili di variazione a discrezione di memoria e pronuncia paesana. io sono un tarantino sporco,per esempio. un sangiorgese per la precisione, con l'aggravante di nonna foggiana.

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    2. "Statte ca te fazzu"
      cosa significa?

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    3. hai provato con google traslate?

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  6. mi soffermo sul titolo...forse vuoi dire che l'autostima nasce dall'accettazione dei propri profondi cambiamenti...? lo so che rischio :-) ma mi piace provare a capire...e possibilmente capire....

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    1. ma Luisa, non e' un quiz. e' un post riuscito...

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  7. ahahaha..lo so bene...ma il titolo mi incuriosisce...

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  8. ps: meglio un post-riuscito che un pre-fallito :-)

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    1. oh, adesso si' che ti riconosco...

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  9. vero? ma non dirlo a Maurizio...mi raccomando...!! ;-)

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