domenica 12 aprile 2015

DICO A TE, CLIO

"I mali del mondo, i suoi ritardi, i suoi intoppi, la sua stupidità sono imputabili all'incompleto funzionamento della storia. Il passato marcisce su taluni uomini e si putrefà. [...] Cumuli di materia non storificata ingombrano le vie del mondo."
(Dico a te, Clio - Alberto Savinio)


Gli istituti delle nostre infelicità sorgono inespugnabili sulle vette piu' alte. Ovviamente la loro costruzione è costata sangue e sudore. Si possono visitare le patriottiche fortezze a puntello del confine alpino, si puo' contemplare la sicurezza agognata di una proprietà privata, si puo' pregare sulla tomba del milite ignoto, si puo' urlare di gioia quando segna la nazionale, si puo' vantare la tradizione, ci si puo' ammantare di una comune identità insanguinata. Si puo' citare l'articolo uno della Costituzione, si puo' cantare la marsigliese. Si puo' accendere la televisione, si puo' dire democrazia come prima si diceva fascismo. O comunismo. Si puo' dire Juventus, Inter, Milan, si puo' avere un linguaggio comune per parlare senza dire niente. Si possono avere bandiere. Si possono sventolare, ammainare, issare o rubare. Si puo' odiare un piccione perché una volta ci cago' in testa. Si puo' partecipare a un linciaggio, lo si puo' fare a parole, si puo' cantare nel coro, si puo' fingere di farlo muovendo le labbra nelle ultime confuse file. Ma se si vuole avere una prima idea di cio' che costa infelicità, basta cominciare gettando un occhio al carcere piu' vicino alla propria casa.

9 commenti:

  1. La tesi che avrei voluto fare inizialmente era proprio sul carcere e sulla tortura. Poi x motivi che esulano da me ho dovuto trattare altro. Anche se in qualche modo parlando di reato politico lo si sfiora comunque l'argomento. In ogni modo credo che la prima riflessione sull'argomento in modo serio me la sono posta due o tre anni fa dopo un lungo "dialogo" sul tema avuto con te.

    P.s. In fondo anche "Lasciate che i bimbi" mi stimola riflessioni sull'argomento. Hai presente il capitolo "il silenzio di Satana"? Almeno x la parte che riguarda la povertà degli accusati impossibilitati a difendersi e dunque a subire la costruzione di quel castello di menzogne.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sacrosanto. Ma la tesi a cui accenna Savinio è piu' filosofica. Forse ne parlammo gia' due anni fa o a piu' riprese, ma la ri accenno. Il concetto secondo il quale uno che ammazza un altro rimane colpevole per sempre, non e' un concetto-peso innato. E' una roba che buttiamo addosso e ci buttiamo addosso utilizzando e subendo una pressione dalla societa', dal consorzio umano o chiamalo come vuoi. Il fatto di non storicizzare gli eventi (su piu' larga scala, l'amnistia ai fasci subito dopo la guerra e' in certa forma storicizzare e passare oltre, la non amnistia ai terroristi degli anni 70 è non storicizzare la cosa... per dirla alla Savinio) e' una scelta del consorzio umano. Sceglie cosi' di agire la nostra societa'. adesso: psicologicamente e socialmente, questa forma di atteggiamento nei confronti del crimine, di determinate azioni, oltre ad essere un'arma in mano a chi magari riesce a farti carcerare e marchiare anche se non hai ucciso nessuno, oltre al fatto di essere uno strumento di repressione etc etc, quanto fa bene e quanto fa male. guardando la galera, dove persone che una volta hanno spacciato, per un periodo della loro vita, una volta o piu' hanno rubato etc etc, possiamo vedere cosa? Uomini certo, e donne, ma ormai ladri e spacciatori. dentro di loro e per quelli di fuori. non storicizzare, non passare oltre, e' un atteggiamento che certo, magari riduce il pericolo di essere derubati (?) ma quanto e' invece un meccanismo che produce ladri? e soprattutto, quanto e' vero che gli eventi non storicizzati marciscono e fanno marcire il mondo? guardando una galera, chissa' come la puo' valutare, uno,, sta' cosa. Fatto questo passo, bisogna poi guardare agli altri istituti "conservativi". e cercare cio' che sta marcendo, se non e' proprio evidente a lume di naso.
      ps
      attenta a quella roba. dovessero mai sequestrarti il pc verresti sospettata di pedofilia.

      Elimina
    2. Troppi stimoli in un colpo solo fanno male. dovreste spalmare post e commenti in arco di tempo accettabile.
      Poi è vero che il tempo è soggettivo come i luoghi e le persone.
      Mah...infermiera...ma fa male il catetere...

      Elimina
    3. G3RT, dici? ma no, quelli sono gli stimoli elettrici...

      Elimina
    4. o anche: fanno male... a cosa? - non tutto il male CI fa male -

      Elimina
  2. Sì l'ho pensato che leggere certi testi possa essere motivo d'accusa x qualcuno. Se mi sequestrassero il pc ora troverebbero tanto di quel materiale su anarchismo nell'800, devianza nel senso lombrosianiodel termine, reati politici, carcere ecc. E comunque sarebbe come dire che se decidessi Di scrivere una tesi sul mein kampf equivarrebbe ad ammettere che sono nazista. Scommetto che qualcuno lo penserebbe sul serio anziché considerare che x me è materiale di studio, una fonte storica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ovviamente il caso specifico dell'anarchico al quale trovarono il mein kampf e ci ricamarono sopra, e per giunta a torino, gia' esiste. Tanto perché la stampa non e' da meno del resto del carlino. e tra le prefetture, in genere, e' un fatto di sfumature distinguere. nella bibliografia della tesi hai messo "le scarpe dei suicidi" per caso?

      Elimina
  3. No. Però è nel mio pc. Devo dichiararmi colpevole? :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. non c'è bisogno, ti infamo io a gratis.

      Elimina