domenica 5 aprile 2015

SAIS

Catastrofisti a volte. Complottisti altre. Panciuti fattucchieri, ossia ciarlatani, e questo è il meglio. Il fatto è che acuire la sensibilità nell'osservazione logora i nervi, o viceversa. Non ho allucinazioni, lo giuro. Il peggio? Per i miei nervi, intendo... Ritengo - autodiagnosi - che il peggio sia sempre da venire, ma ad oggi: gli statali. In genere. E gli ex statali. E i parastatali. Facciamo cosi', a ripensarci meglio: gli stipendiati a lungo termine. Perché oltre all'ottusità serpeggiante nella categoria precari molto precari, mostrano la gioia stolta dei salvati dalle acque, degli ubriachi di salsedine, pingui e tronfi coglioni contenti di mangiare carne umana e chiamarla prugna. Del resto: il lavoro rende liberi.

Dopo un mese difficile che mi ha corroso i nervi, mese nel quale sono stato per 12 giorni lontano dalla Sicilia e successivamente 6 giorni lontano da Tieffe (con tanto di attraversamento di paesi in pullman e autobus tra Tieffe e VdP andata e ritorno), eccomi pronto a ripensare ai dettagli insignificanti dell'esperienza senza per questo dover necessariamente sfracellare la testa al muro. Cosi' male? anche di piu'. Dicevo: dettagli insignificanti. Per le cose serie non sono ancora pronto. Quelle mi fanno ancora soffrire troppo. 
Random (no, non tu Carpa) pesco a caso. Decido, ne estraggo tre e vi rendo partecipi di questa breve odissea nel mondo che conoscete meglio di me.
Vediamo:
1 - Enne (che come sempre non e' il refuso di Enna). - Tardo pomeriggio, attraversando il centro diretti al rifornimento alimentare cereali improducibili in proprio, o meglio ancora non. - Tra pacchi di turisti-gelato-alla-mano perché in aprile in Sicilia non puoi non mangiare il gelato anche se il gelato al centro di Enne è il peggior gelato di Sicilia. - Tra i suddetti e qualche autoctono conciato come al carnevale dei coglioni. Tacchi alti, improbabili gonne di raso, Arzigogolati pantaloni e sandali radical chic, e per dirla tutta e dirla bene e venire al dunque: giovane intruso con gufo, e dico gufo, in spalla. E che dio lo ispiri. Il gufo, a beccare gli occhi dell'intruso. O almeno gli alluci del radical chic coi sandali e gli arzigogolati calzoni.
2 - Treno, o meglio mezzo sostitutivo. Pzl - Enne. - Gruppo di ferrovieri chiassoso e beato come classe in gita al mare a cianciare di pratiche consuete nel loro mestiere come se fosse una bella cosa prendere da vivere dalla mafia che è alla gestione del massimo criminale FFSS. Pace e bene ai morti, alla tav, alle intimidazioni costanti sputate dagli altoparlanti sui vagoni, agli straccioni di Pescara, novanta in tutto, scacciati dalla stazione con polizia privata e poi sgombrati dai sottopasso adiacenti pochi mesi dopo con MEZZI MECCANICI. E basta cosi'. Per non farla troppo lunga su questioni persino peggiori e troppo sottili per la maggior parte degli autodefinenti signori. E signore.
3 - Autista di linea Sais, Roma - Sicilia, che commenta con passeggero anziano e caduto dal palco del Maurizio Costanzo Show, la condizione  del paese italia. Sentenza: l'unica cosa che ci puo' salvare e' un colpo di stato. Peccato che i Generali siano troppo ben pagati per pensare di sovvertire. - e questo tanto per dare un tocco di grottesco alla minilista -

Detto cio', ad oggi, sono ben saldo in porto e mi chiedo quanto sia innaturale per me vivere a Tieffe e tenermi armato.
Baci e baci a tutti.
Per le cose serie un'altra volta. O in altro altrove.
Il sole s'alza dal mare. Vado fuori a respirare. Si perdoni la rima.

6 commenti:

  1. "Lavorare, lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare". Non sapevo se fosse meglio incollarti qui la poesia del tuo amico Dino Campana o bastava questa sintesi. Ho preferito la sintesi.
    Che dire ... forse niente. D'altronde rientro anche io nel peggio. Un'accoppiata vincente ... il peggio e il pessimo. O perdente in partenza chissà.

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  2. fabbricare fabbricare fabbricare
    preferisco il rumore del mare
    che dice fabbricare fare e disfare
    fare e disfare è tutto un lavorare
    ecco quello che so fare

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  3. fabbricare fabbricare fabbricare
    preferisco il rumore del mare
    che dice fabbricare fare e disfare
    fare e disfare è tutto un lavorare
    ecco quello che so fare

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