sabato 23 maggio 2015

SULLA VIA DI ISERNIA

E cosi' ho trascorso il primo inverno della mia vita senza avere una giacca. E senza averne bisogno. Lo dicevo ieri sera a Ipsilon, in cucina, mangiando una fagiolata e scolando una bottiglia di vino di Walter, l'ultima. Ak è partito in mattinata, in bici e con la tenuta da reimbomito, a seguito segnalazione di otto frikkettoni accampati in una cava poco distante, sei di sesso femminile. Ognuno ha le sue gioie.
Motivi di soddisfazione personale: ho scritto negli ultimi venti giorni settanta pagine di Crackonti. Mi viene facile, basta che mi metta li' a lavorare a Parsimonia, e subito sgorgano Crackonti. Si chiama, mi dicono, spirito di contraddizione. 
Per quanto riguarda Ipsilon, invece, basta dire che negli ultimi due anni ha ampliato in maniera esponenziale la sua conoscenza delle piante della macchia mediterranea. Nomi e utilizzi. Cominciamo ad essere pieni di oleoliti ed estratti idroalcolici. Per la felicita' di Ipsilon e anche per la mia.
Riassunto: siamo soddisfatti. 
Che altro? Fagioli. I fagioli crescono. Oltre al centinaio di piante che abbiamo messo in terra noi, ne sono spuntate altre, perennizzate. Perennizzata c'è anche una zucca spinosa, piantata forse da Ch quattro anni fa. E pare che i topinambur siano davvero infestanti, almeno a giudicare da come hanno invaso quei quattro metri quadrati di riva del torrente. 
Una settimana fa io e Ipsilon eravamo in cucina, era giorno. E abbiamo sentito una specie di flauto, qualcosa che almeno ci sembrava un flauto monotono, una roba che faceva U-U  U-U. Siamo usciti a guardare chi arrivasse e sul tetto c'era addirittura un'upupa. Pare sia raro vederne. Quella c'è venuta a chiamare. Buon segno, forse. Forse Tieffe comincia a tollerarci. Altri incontri: la tartaruga. Una tartaruga di terra che abbiamo incrociato sul sentiero. Il mio entusiasmo e' stato pari a quello che Ipsilon dimostra per le piante nuove quando le vede spuntare dal groviglio di macchia. Poi, qualche giorno dopo, mentre stavo vicino al fiume con la roncola a liberare un noce dal rovo, ecco che la rincontro. Povera bestia, forse comincio a romperle le balle. Comunque, il classico ago nel pagliaio. Ma non c'è due senza tre, no? Vediamo quando mi ricapita di incontrarla. Altro avvistamento: un serpentello, in legnaia. Sotto una catasta di legna, piccolo, chiaro, maculato. Non una vipera, ma nemmeno una biscia. Privi di internet e collegamento col mondo della sapienza enciclopedica non siamo riusciti a identificarlo. Purtroppo per lui c'è riuscita la gatta. Miao ha ingaggiato una caccia e una lotta micidiale con il rettile. Alla fine se l'è mangiato. Alla faccia dei nomi e dell'enciclopedia. E' stato affascinante seguire l'evolversi della tenzone. Certo avremmo potuto intervenire e salvare il serpente, ma sul momento non si sapeva chi dovessimo salvare, se quello o la gatta. E non ci sembrava il caso di distrarre ne' l'uno ne' l'altra.
Martedi' andiamo in trasferta. Al VdP. Ho deciso che personalmente posso concedermi al massimo una visita ogni due mesi al VdP. A giugno verranno loro, ergo adesso che e' maggio ci tocca.
Quindi mio malgrado mi accingo a distogliere l'attenzione da questo mondo e dai Crackonti, e dal proposito di finire Parsimonia. E scommetto che tornando avro' da buttare giu' altri Crackonti. E' una deriva. Piacevole, ma pur sempre di deriva si tratta.
La dico tutta: Tieffe comincia a sembrarmi troppo vicina al mondo caotico e affollato. Sempre piu' m'assale il desiderio di CS. Sono quasi sicuro che tra due anni saro' li', oltre il ponte crollato e a cinque ore almeno di cammino dal primo paese, nessuna strada asfaltata, solo mulattiere e sentieri. E poi? Poi mi resterebbe l'Antartide. O Isernia.

15 commenti:

  1. Sei un uomo del sud, meglio stare al caldo, te l'assicuro...

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    1. e' che ci vogliono stare in troppi al caldo. diventa affollato.

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  2. Sarebbe anche ora che ti riavvicini!

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    1. Beh se mi regali l'opera completa di David Foster Wallace, Saramago e Orhan Pamuk...

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    2. Eh no Caro. Direi che o ci vieni perché ti fa piacere da 'ste parti o niente. Al massimo io ti posso fare la tessera in biblioteca. Se ti basta bene, se no vai pure in Antartide.

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    3. si dice un gran bene delle biblioteche dell'antartide...

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  3. L'ultima frontiera della conservazione dei libri ... buona lettura ;)

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  4. Quando si comincia a star bene in un posto ecco che è quasi l'ora di andarsene. A me è dispiaciuto stamattina lasciare il Paraguay. Comunque penso che un posto valga come un altro quando si sta bene 😊

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  5. occhio che mozzicano le tartarughe,,, gli oli,,ti consiglio la lavanda come calmante e il limone come corazza, l'eucaliptus libera le nari..la città è caotica, è vero . ma l'unico ciesse che conosco dà dipendenza,,, è sclerotico ma cazzo se è divertente,,,daje forteee!! acco

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  6. Io commento roba ormai antica...ci sarà motivo se il bracciale con dedica "all'antico" lo porto con gioia. sto pezzo mi è piaciuto assai...e mi chiedo se quel desiderato CS sia quella terra ar'rovi'ntata di cui mi parlavi. allora colgo lo spunto per avvisare che la nostra bussola comincia a puntare verso sud...ci metteremo un po' tanto eh...conto sulla pazienza, ma se decidi di partire prima avvisa...ma non credo visto il seguito. comunque è vero, il caldo attira folla, per questo amo i posti impervi. ciao riBelli
    Zafa

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    1. diciamo che se arrivate entro un anno dovreste trovarci ancora qui... oltre, poi, forse vi tocca venire a cercarci in un posto... piu' impervio. voi intanto cominciate a tornare.

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    2. ps si', di CS ti parlai. e magari ci andiamo insieme.

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