mercoledì 8 luglio 2015

LEGGENDO TONI MORRISON

Ho letto A casa, di Toni Morrison. L'avevo da un po'. Non lo leggevo per paura di essere deluso. Dopo Amatissima, era facile che mi deludesse. 
Non mi ha deluso. Ossia, sta ad anni luce da Amatissima, ma il romanzetto non e' una porcheria.
Dice: "Ignorando chi preferiva coperte nuove e soffici, praticavano cio' che le madri avevano insegnato loro nel periodo che i ricchi chiamavano Depressione e loro chiamavano vita."
L'anno scorso eravamo in Salento, Ipsilon e io. Ipsilon ha 10 anni meno di me. Ossia e' del 1983. Stavamo in una non meglio ricordata localita' dell'immediato entroterra, credo dalle parti di Santa Maria di Leuca - l'entroterra in Salento dista sempre pochi chilometri dal mare. Ci eravamo accodati a un giocattolaio per vendere qualcosa ad un mercato (non chiedetemi perché stessi facendo quella cosa insana e sprecando il tempo a quel modo... chiamiamolo studio antropologico, o tour dantesco), uno di quelli settimanali, un buon appuntamento a detta dei mercatari piu' esperti. Eravamo finiti col banchetto tra un venditore di salumi e formaggi e un altro, che vendeva alici e olive. I due sembravano particolarmente incazzati, e seppure col sorriso di facciata, ringhiavano ai turisti che sfilavano tra i gazebo, sotto il sole cocente, entrambi piu' grandi di noi, direi classe 60. Ringhiando ringhiando, vendevano poco e niente. Quello delle alici era il piu' feroce. Ce l'aveva con il sole, con i turisti e con la crisi. E imprecava da ateo a un dio che non capiva. Che non vedeva e non voleva vedere. Come si impreca a qualcosa che chiami dio perché ti ha mandato giu' la manna una volta e adesso non lo fa piu'. Insomma, come si impreca di fronte alla fine di un fenomeno che per quanto e' dato vedere, potrebbe essere benissimo un fenomeno naturale che capita quando capita. Imprecavano incazzati contro l'incomprensibile. Sembravano tutti e due Sultano, il gorilla di Kohler. Dicevo che il piu' incazzato sembrava essere quello delle alici. Continuava a gridare "l'america e' finita, non e' piu' l'america qui". La cosa ha disturbato Ipsilon prima che me. O meglio, Ipsilon ha saputo dare un nome al fastidio che quei due generavano. A un certo punto ha guardato male il mercataro e gli ha detto "io l'america qui non l'ho mai vista". Ipsilon non sembra classe 83. Sembra ancora piu' giovane. Il mercataro, che evidentemente non era cosi' scemo, s'è mortificato, e s'è zittito.
Veniamo dunque ai dati di fatto.
Sono stufo dei dati di fatto. Ognuno snocciola dati e sembra che quelli debbano definire una realta'. In effetti ogni elenco di dati definisce una realta'. Il probelma e' che ne definisce una sola, e invece, ad accumulare dati in elenco, le realta' diventano svariate e non sempre, se non mai, e' possibile arrivare a priori a definire quale sia piu' reale delle altre. Io mi ricordo, per esempio, come la crisi sia cominciata, o se ne sia cominciata a percepire la consistenza, intorno al 93. Lo vedevi dal docciatore di casa dei tuoi, che non veniva prontamente cambiato quando si guastava. Piccoli cedimenti. poi via via i cedimenti sono diventati piu' importanti. Fino all'esondazione. Adesso, dire che la crisi sia principiata in quegli anni, sarebbe folle. Probabilmente avevamo solo gli occhi bendati, fumo negli occhi, nel decennio precedente. Del resto si definisce popolarmente America, o almeno lo si faceva in quegli anni, lo stato di grazia dell'economia che si traduceva nell'afflusso di cartamoneta nelle tasche di chiunque (o che dallo stesso fenomeno si desumeva). Dalla facilita' con cui ti permettevano di gonfiarti coi cibi scadenti e di riempirti di prodotti inutili. Tipo una istruzione universitaria.
A leggere i dati, secondo alcuni, adesso, sarebbe per esempio chiaro che la sovrappopolazione sia causa del disastro ambientale e che il disastro citato sia in effetti una tragedia irrimediabile che condurra' al cataclisma se non l'intero pianeta, almeno la vita animale attualmente presente su di esso. Chi dice si', chi dice no. Il clima sta cambiando, dicono. Probabilmente e' vero. La causa e' l'attivita' umana, dicono. Beh, puo' darsi. Non c'è nulla che possa evitarci l'estinzione, aggiungono. Beh, questo penso sia imprescindibile comunque. In fondo i dinosauri non costruivano petrolchimici ne' andavano in giro con le utilitarie, eppure si sono estinti. E parlando cosi', di passaggio, dei dinosauri, mi viene in mente che ci sono fior fior di geologi che parlano di glaciazioni. Ci hanno fatto anche dei cartoni. L'era laciale. Il clima evidentemente cambia. A prescindere.
Tali altri invece sostengono che l'attivita' umana non ha conseguenze rilevanti per quanto riguarda il cambiamento climatico. Io penso che mi hanno scocciato. I primi e i secondi.
La cosa sicura e' che leggendo dei primi, mi viene la vertigine. Pensare a quanti siamo sul pianeta, e che ci possa essere o no scampo per tutti... diventa una catena di pensiero che trascina in basso. De pre ssio ne. Spavento. Poi magari capita di leggere un Toni Morrison mentre si e' confusi da tali visioni, e di incappare in periodi come questo:
"Negli orti non c'era sovrabbondanza perché condividevano tutto. Nelle case non c'erano rifiuti ne' spazzatura perché trovavano un utilizzo per tutto"
E allora un po' meglio ci si sente. Diciamo che nel marasma del sovraffollamento la vita almeno nell'immediato non si esaurisce, e si intuisce che ci si morde sia quando si e' in 4 gatti che quando si e' miliardi. E che forse e' possibile anche non azzannarsi, indipendentemente dal numero.
Resta il fatto che se noi, qui, adesso, si parla di insostenibilita', e ci sembra di aver scoperto la vita su Marte, insostenibili erano gli indiani e i cinesi gia' da svariati decenni, per la Cina e l'India, qualsiasi cosa vogliano dire e definire termini con e cina, india, cinesi e indiani.
Cosi' quelli che indicano la tragedia in corso dati alla mano, scoprono l'acqua calda. O urlano al lupo al lupo. Una delle due.
Mi autocito: "Ognuno snocciola dati e sembra che quelli debbano definire una realta'. In effetti ogni elenco di dati definisce una realta'. Il problema e' che ne definisce una sola, e invece, ad accumulare dati in elenco, le realta' diventano svariate e non sempre, se non mai, e' possibile arrivare a priori a definire quale sia piu' reale delle altre.". Una cosa ce l'hanno in comune tutti questi preti/scienziati/profeti snocciolatori di dati. Vogliono qualcosa dal pubblico. Cosa? Soldi, attenzione, importanza, potere, e ancora soldi.
E ri-cito Toni Morrison da A casa  "Dopo Hiroshima, i musicisti avevano capito prima di chiunque altro che la bomba di Truman aveva cambiato tutto e solo lo scat e il bebop potevano dire come.". Interessante no? Beh alcuni degli snocciolatori dicono che serve tanto studio e tanta ricerca per arrivare a una nuova fonte di energia, che salvera' il pianeta. O che bisogna ridurre la popolazione, stesso principio e stesso scopo. Dichiarato. Io mi chiedo come possa uno essere tanto imbecille da dare soldi e lavoro a gente che con la ricerca non fa altro che opprimere le folle, mandarle alla guerra, sterminarle, inventarsi le peggiori applicazioni inumane per ogni scoperta. Ossia, dopo l'atomica, come ci viene in mente di finanziare la ricerca? Si', certo, prima o poi sapremo quale gene provoca la pellagra, e quale il cancro. Si' certo, ci fara' piacere saperlo. Bene, imbecilli che siamo, come se sapere qualcosa di fisica quantistica ci sia servito a molto se non a immischiarci con una natura inconoscibile e ingovernabile rischiando di farci sterminare tutti, e di fatto (un dato incontrovertibile, ohibo') a liquefare in un colpo solo due citta' giapponesi. 
Forse e' vero che senza istruzione non starei qui a fare questi ragionamenti e non avrei mai letto nemmeno Toni Morrison. Forse senza stampa e sistema capitalista non mi sarebbe arrivata, Toni Morrison (o il pc o la connessione sarebbero inimmaginabili senza "progresso"). Ma vediamo: cosa ho dato via in cambio di questa parziale e confusa istruzione? Cosa abbiamo dato via in cambio dello studio diffuso di qualche compendio e manuale? Cosa in cambio dell'informazione veloce che raggiunge chiunque sul pianeta? (senza entrare nel merito dell'informazione, eh... teniamo per buono che la lista dati gestita e prodotta dal media e dall'istruzione sia LA realta'). 
Ri-cito Toni Morrison pensando a Giovanni Limongi, super analfabeta lucano, unico rappresentante omerico della cultura orale che abbia mai avuto modo di conoscere in Italia (uno che a 90 anni quando gli ho chiesto se sapeva leggere mi ha risposto orgoglioso e solenne "NIENTE", alzando l'unica mano che gli resta)
"e cosi' avevano affilato le doti degli analfabeti: una memoria perfetta, una mente fotografica, i sensi dell'olfatto e dell'udito assai sviluppati..." (A casa) - leggendo mi e' apparso davanti Giovanni.
Vivendo qui a Tieffe, come prima in altri luoghi distanti dal marasma rumoroso del mondo meccanizzato e informatizzato, te ne rendi ben conto di quanto recuperi di cio' che hai perso.
Questa non vuole essere una apologia dell'ignoranza o dell'analfabetismo. Questa e' una rivendicazione del diritto all'autodifesa, che consente di mandare alle ortiche qualsiasi assunto civile seppure sacralizzato, allo scopo di salvaguardare il proprio essere umani.
Non vuole essere una apologia di nulla, non si creda ne' al miracolo guaritore delle piante, ne' al buon selvaggio. 
QUesta e' solo una rivendicazione del cervello, puro semplice e elementare, che si ribella contro tutti questi coglioni che, dati alla mano, vengono a raccontarti cosa e' possibile e cosa no e che cosa guadagni o perdi se fai cosi' invece che cosa'. State bene a razzolarvi tra i supermercati? Fate pure. Vi piace raccontarvi che la scienza vi salvera' dalla morte? Fate pure. Volete godere dell'assurdo che ritardare la morte sia utile alla vita? Come credete.  Avete piacere a esprimere sentenze precise e stilare elenchi di cose da realizzare? Piacere vostro. Volete chiedere sostegno alle vostre opinioni scambiandole e vendendole per altro che non sia una semplice opinione? Accomodatevi.
Io di mio vi piglio per il culo. Ben consapevole che l'informazione veloce e violenta, ad altro non e' utile se non a piallare gli esseri umani e ridurli a poche cianfrusaglie lise che s'assomigliano tutte per inconsistenza. Ed eventualmente a difendermi a spada (famo roncola) tratta contro sti ridicoli che chiedono sostegno affinche' indaghino piu' avanti nel tempo e nello spazio, trovino l'essenza di un qualche dio, per poi tornare indietro e brandirla come una clava. Gia' me ne date abbastanza con le armi che avete, grazie.
In ogni caso e per dirla tutta...

Io penso che attualmente l'attivita' umana sia dannosa per il pianeta. Penso che moriremo tutti (nel senso che ci estingueremo). Penso che forse sbaglio. Penso pure che se dobbiamo estinguerci, personalmente mi piacerebbe estinguermi da uomo, quale pare io sia. Ergo recuperando dove e' possibile me stesso in relazione diretta con gli altri miei simili. Forse condividendo, forse riutilizzando, forse scannando. Ma che sia io a deciderlo, per me stesso, senza mandare nessuno a fare il lavoro. Ne' diplomatico ne' programmatico, ne' salvifico, ne' di killeraggio. Perché se è vero che una volta sola si vive, io non voglio che la mia vita si riduca a fare l'imitazione seppure di un qualche Al Pacino in un film che sarebbe comunque di merda.
PS
Da me per me stesso potro' anche fare disastri e perdere occasioni, ma devo dire che attualmente i "sistemi" non e' che offrano uno spettacolo incoraggiante.

5 commenti:

  1. Fantastico il tuo: "Mi piacerebbe estinguermi da uomo". Adorabile in questa tua affermazione. Ho iniziato tre mesi di vita di riflessione. Non è proprio così, ma ho semplicemente pratiche burocratiche da sbrigare. Spero che questa prima parte si esaurisca questa settimana. Poi una tregua. Ma non amo riflettere, magari preferisco meditare senza pensare a nulla. Poi invece tutte le mie decisioni le ho prese d'istinto e, seppur frutto di cultura mia o di altri, mai frutto di quella ricerca di cui non frega niente a nessuno.
    Ps. Se oggi o domani finisco questa seccatura vengo a trovarti prestissimo.
    Baci

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    1. benissimo, scrivimi in privato che ti do indicazioni per arrivare a Tieffe.

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  2. Ti ho scritto, porto un letto e un divano per la festa 🎆. Ci vuole l'abito da cerimonia?

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    1. e dove mi hai scritto? guarda, dal profilo blogger alpexex trovi la mail che uso adesso, ti spiace copiaincollare la mail e spedirmela li'? (porta quello che vuoi ma considera che qui non si arriva in macchina...)

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  3. Ho letto con molto sorriso! condivido...un abbraccio socio
    Fà&Zà

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