sabato 4 luglio 2015

RISPOSTA CUMULATIVA PROMESSA A RANDOM E ACCO IN SEGUITO A DUE LORO COMMENTI E MAIL PRIVATE

"Si tratta di vedere se le istanze rivoluzionarie che muoviamo incontrano o no un flusso in fuga dal sistema dominante e se, questo flusso, cerca risposte a domande simili alle nostre. Il fronte e' ampio dato che l'attuale sistema - seppure introiettato dalle persone - cede in svariati "luoghi" lasciando orfani gli individui che ha prodotto. Cosi', parlando di quel fronte e a caso, posso citare i punti di una lunghissima lista di cedimenti e sciagure, o almeno alcuni a mo di esempio, cominciando con la desertificazione, che come sai, per me, e' produzione di solitudini separate. Ho incontrato tanta gente che patisce questa separazione senza per altro saper dare nome al disagio. Un disagio profondo che si trascina un drappello nutrito, una flange quasi, di altre difficolta'. A tali difficolta' il sistema vigente risponde senza voler rispondere, ossia con l'illusione e la droga (la speranza di un posto fisso, una vita realizzata nella socialita' posticcia, la rispettabilita' etc). A noi non bastano, ne' illusione ne' droga. Non ci bastano lo shopping, la televisione, la relata' virtuale, il calcio e altri fenomeni di catarsi. Quindi cominciamo a estromettere il sistema che media i nostri rapporti e costruiamo relazioni autentiche, cioe' autorali, cioe' il meno possibile, sottolineo il meno possibile, mediate da terzi. Vivendo di cio' che ci fa gioire, vediamo quanti cercando troveranno qui con noi e da noi quelle risposte. - altra prospettiva: quanto e' possibile costruirle insieme quelle risposte? - 
Ecco: fino a pochissimo tempo fa partivo dal presupposto che il marciume avesse vinto e che non ci fosse possibilita' se non di guerra. Dopo aver conosciuto A e Rb, dopo aver visto come lavorano e averci lavorato insieme, dopo aver considerato velleitario il loro agire, dopo averlo considerato un limbo felice il loro e mio mondo qui, adesso mi accorgo che invece l'analisi di A potrebbe essere corretta, e che potremmo non essere completamente fuori dal tempo che viviamo, agendo come stiamo agendo. Lo so, avevo detto che avrei citato alcuni dei punti in elenco per illustrare qualcosa in piu' del fronte che affrontiamo... invece trovo piu' utile ora descrivere un angolo del nostro mondo, un piccolo tratto dell'evoluzione che stiamo edificando. Due anni fa qui nasceva il MAI, ossia un gruppo di amici che in piena crisi e senza coscienza d'altro che del disagio (fatta eccezione forse per quelli del VDP) cominciavano a fuggire dalla citta' e a cercarsi tra di loro, trovandosi. Attenzione: il gruppo di amici non era pre-esistente. Le persone si incontrarono proprio in virtu' di quel percorso comune. Il gruppo di persone di cui parlo ci ha messo poco a trasformarsi da una sorta di banda solidale a livello ludico e morale, in una squadra fattiva, che lavora insieme, due volte al mese in uno dei loro posti. Che poi vuol dire stare insieme, non lucrare, non reificare, scoprendo quanto sia liberatorio lavorare insieme per il piacere di farlo aiutando i propri amici/compagni. Il MAI adesso diventa MORAMAI, che fa ridere, certo, come acronimo, ma che identifica quel gruppo ormai allargato di gente che si auto-organizza per incrementare la fornitura di beni utili alla sopravvivenza di ciascuno. E cosi' si formano squadre di raccoglitori che battono campi d'altri, in accordo con questi altri, per raccogliere olive mandorle noci carrube e poi dividersi il raccolto. Offrendo a tutti pari opportunita' d'incremento. Il MORAMAI nasce anche per pianificare l'acquisto di attrezzature utili a tutti i partecipanti. Adesso e all'interno di questo gruppo, noi (Tieffe e VDP) possiamo mantenere una posizione ferma rispetto alle strategie di sopravvivenza in contrasto con quanto suggerisce il sistema vigente - la prostituzione - e cioe' non vendere il proprio posto, non inquinarlo, non prosciugarlo (cioe' non aprirci un b&b, non vendere quello che ci si produce non usare concimi chimici, non trattorare etc (se vuoi ti spiego anche il perché di queste scelte)). E aspettare e vedere se gli altri del MAI daranno risposte simili alla nostra al disagio che provano. Ecco: il flusso c'è. Pare sia un buon momento storico. E in questo ha ragione A, lo ammetto, mi sono ricreduto. E' per questo che mi sono fermato in Sicilia. E' per questo, per partecipare al movimento, che sono venuto a occupare Tieffe. 
Pochi anni fa, pochissimi, vivevo tra una stragrande maggioranza di "nemici". Ora la prospettiva cambia. In quest'ottica non riuscire a includere, non trovare il modo di "incontrare", capisci bene che è una sconfitta. Ma si perde e si vince. Quindi certo, mi spiace aver rotto per il momento con un Ak (43 anni, viziatissimo, attaccato alla mammella di mamma. Un caso umano, del resto). Ma per un Ak che va via, ci sono D e altri 18-20enni che arrivano. E diciamolo: ci rinfrancano e incoraggiano ad essere fattivi e felici. "

19 commenti:

  1. A distanza, da qui, dall'interno di quel sistema che non offre risposte, leggere quello che scrivi mi dà la speranza che altro tipo di risposte ce ne possano essere. Ma forse perché non le vivo, né le tocco con mano le immagino come piccole oasi felici ma a se stanti, non replicabili se non su piccola scala.
    E mi chiedo "esisterebbero se non fossero all'interno di quel sistema da cui fuggono? Continuerebbero ad esistere se quel sistema venisse meno?"
    Insomma il pensiero continua ad attorcigliarsi attorno ad immagini di futuro che non riesco a visualizzare.
    Forse voi vivete il momento e io mi pongo domande stupide che lasciano il tempo che trovano.

    RispondiElimina
  2. La distanza che dici non e' geografica ma - E' - il - sistema -. Chi se ne frega di cosa accadrebbe se non ci fosse piu' o non ci fosse mai stato? Non ci sarebberp nemmeno QUELLE domande, ce ne sarebbero altre, sconosciute, non immaginabili. Sarebbe tutto diverso. Noi siamo qui in questo momento, e' in questa fase storica che dobbiamo muoverci.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Te ne faccio altre di domande che derivano dal mio appartenere al sistema.
      Che rapporto avete con la realtà che vi circonda? Riuscite a farne a meno?
      Potete vivere senza alcun rapporto con chi si trova all'interno di quel sistema?
      Mi chiedo se prima di voi nessun altro abbia tentato, qui o altrove, lo stesso tipo di risposta alla formazione di quella desertificazione di cui parli e se vi sia stata e vi sia possibilità di autosufficienza totale, una totale autoproduzione di ciò che vi serve x vivere (cibo, indumenti, cure e quant'altro vi possa servire).

      Elimina
    2. bo? appartenere non appartenere al sistema? c'è chi si' e chi no? chi piu' chi meno? preferisco valutare solo il fatto che ognuno di noi (me, te, obama) e' in relazione col "sistema". qualsiasi sia la relazione. differenze qualitative e quantitative, al limite. (e per me uno dei problemi e' proprio questo: che siamo tutti in relazione piu' col sistema che con chi e con cio' che abbiamo attorno).
      che dire dunque della relazione che abbiamo con la realta' che ci circonda? non so cosa intendi precisamente. qui a Tieffe c'è una valle popolata da alcuni di quelli che prima abitavano qui su. siamo in buone relazioni con loro. il VDP e' addirittura un successo. a parte il vicino avvvelenatore di cani (vicino a... 3 km almeno), per il resto Esse, altro vicino, partecipa ai MAI e da lui ci sara' la festa greca, il 28. previste duecento persone. Em, altro vicino, è uomo attento agli equilibri, attaccato alla sua piccola azienda agricola, ma collaborativo e cordiale. solidale. Don T, suo padre, esilarato ed entusiasta. E gli altri vicini, che sono due famiglie dei terreni circostanti, ormai scendono al VDP con regolarita' per pranzi e cene. ah, c'è anche un altro vicino - un km - che e' entrato ultimamente nel MAI. A Erre il VDP e' conosciuto, ogni tanto arriva qualcuno per vedere.
      nessuno sta fuori dalla realta' che lo circonda. nessuno vuole fare a meno degli altri. poi, se parliamo di sistema produttivo, ecco per svariate cose ci si riesce a distaccare, per altre ci si scosta, si riducono le dipendenze (ancora un problema di relazione, come vedi). se parli di mero consumo alimentare, c'è chi ha cominciato a produrre grano - il problema sono i cereali - ma noi per esempio che non abbiamo possibilita' di piantare cereali, saliamo a TDA a comperarne da contadini del posto. ora come ora e' cosi'. nessuno di noi, Random, e' liberato, come disse Rb pochissimo tempo fa. e' in un post. certo qui sembra facile deridere il 99%delle dipendenze che patiscono altri quando arrivano da fuori. in quanto alla possibilita' di autosuff, bisogna capire cosa si intende. ossia si deve entrare nel problema e vedere come ci si muove o si evolve. si capisce che non esiste una visione bidimensionale come sembra a guardare da fuori, c'è profondita'. autosuff non vuol certo dire che ogni posto produce tutto. ma chissa', in futuro, quando sceglieremo o non avremo altra possibilita', cosa potra' accadere. per il momento con pochissimi soldi riusciamo a reggere anche giovani in fuga da casa... ma dico pochissimi soldi. chiaramente non ci servono svariate automobili, non pagniamo bollette, l'orto ci agevola nelle verdure e nei legumi, ci sono alberi da frutta e le spontanee, non esistono vizi a pagamento, se non il tabacco, ma anche quello e' producibile, volendo. tu che relazione hai con la realta' che ti circonda? perché sai, noi i cereali non riusciamo a produrli, ma se vieni te magari poi ce la facciamo, insieme.
      in passato tentatvi di risposta simili a questa certo che ce ne sono stati. ce ne sono ancora di sopravvissuti. forse i tempi non erano maturi, quando iniziarono loro, forse le persone non erano queste, forse nemmeno i tempi sono maturi adesso. che ne so? a me sembra che A abbia ragione, e sto qua. Te? stai bene nel posto e nel modo in cui vivi? che prospettive hai per il futuro?

      Elimina
    3. ps
      "...e per me uno dei problemi e' proprio questo: che siamo tutti in relazione piu' col sistema che con chi e con cio' che abbiamo attorno). " ossia siamo circondati, ci siamo avvolti di sistemi e di sistema.

      Elimina
  3. Il termine più adatto a rappresentare il mio rapporto con la realtà che mi circonda è "conflittuale" .
    Non ne so nulla di cereali, sarà meglio che mi informi non si sa mai. Almeno arrivo preparata ... teoricamente ...
    Comunque le mie prospettive non credo siano di alcun interesse x nessuno qui. Semmai era piu utile capire ancora di più, per chi ti legge, come funziona lì dalle tue parti. Siete voi che state sperimentando una risposta alternativa, non io. E mi pare che negli ultimi due post e in queste tue risposte qualcosa in più emerga.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. semplicemente c'è una fuga, da spazi invivibili (sociali economici etc) verso altro. nel flusso pescano in molti. chi cerca di venderti qualche certezza, tipo un corso di forni in terra cruda o di permacultura, e chi sta veramente cogliendo l'occasione. o cercando di farlo. credo che ovunque ci siano queste dinamiche.

      Elimina
  4. E, se come dice Random, c'è più energia, aggiungo che c'è un approccio positivo e costruttivo da parte vostra della realtà. Questo vi porta a procedere con il vostro lavoro. Probabilmente non riuscirei ad accettare la vostra attività perché sono in un momento distruttivo. Con meno contatti e meno relazioni. E concludo il mio discorso dicendo. A mio parere: Tu credi.
    Non mi dispiacerebbe incontrarvi per qualche giorno. Sto cercando risposte dentro me. Semplicemente per non tradire quella che ormai penso sia diventata la mia natura. O comunque mettermi alla prova.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. come sai ti sto aspettando, anche per pochi giorni. questo posto e' "curativo", inoltre io sono una personalita' fondamentalmente distruttiva. e in merito al numero di relazioni... non c'è bisogno di esagerare. "e' nella qualita'!" urlava amo di slogan uno spacciatore qualche anno fa...

      Elimina
  5. c'è una fuga,,,anche se di fuga non si tratta! E questo mi basta. conta fino a cento o poco più. Sulla simultaneità degli incontri mi accordo pure sugli stimoli olre che negli intenti ed è così che ''la comune di ovada,l'amor mio non muore, la qualita dell'ingovernabile...'' poi ci si mette pure Michelangelo e poi Cacucci :''con sensibilità e coinvolgimento appassionato, come il colore della terra ci porta nella vita genuina ed illuminante di donne e uomini degni,ai quali per troppo tempo era stato negato non solo il futuro ma persino il presente, mentre oggi nelle terre dove una volpe ed un corvo discutono sui comportamenti degli esseri umani, lottare per una Realitad fatta di solidarietà e comunanza comprende anche il diritto di sognare'' Pino Cacucci ,insomma me la sfango n'attimo e arrivo a vedere. :D ,Acco.

    RispondiElimina
  6. nel frattempo il sentimento che leggo leggendoti e sentendo sentendomi:fuggire l'abitume non è fuga ma sollevato sollievo. Meglio drogarsi, drogarsi col gusto della carta o di certe canzoni. Il gusto vale ed è sincero quanto le espressioni. Consueta è la meschina miseria. E l'eccetto lo confema per antitesi.Acco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. non c'è presente che sia una fortezza inespugnabile. direi per fortuna. dai, ti preparo un letto nella casa soppalcata.

      Elimina
  7. Ma stai aspettando tutti tu. Finisce che poi arrivano tutti insieme. Ti toccherà organizzare una festa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. quando vieni te famo la festa.

      Elimina
    2. Ehm non amo le feste, soprattutto quelle in mio onore. Mi spiace :-P

      P.s. cmq la casa soppalcata l'avevi promessa pure a me. Va via come il pane eh :) Fortuna che non vengo.

      Elimina
    3. e' che vi ammasso tutti li'...

      Elimina
    4. È un "ammasso" alla bolognese? :-P

      Elimina
    5. ormai di bolognese qui non c'è rimasto niente.

      Elimina
  8. com'è lammasso alla bolognese? che qui i stanno delle compagne di quelle parti,, che su dai, insomma!! aggiornatemi un pò che sono nell'epoca dello sciamannesimo !!! :)) acco (l'ammetto questa è hardecore)

    RispondiElimina