giovedì 31 dicembre 2015

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Mio è questo attimo perfetto. Qui dove non sono solo ma in perfetta solitudine. Tra due sponde  gongola il fiume, indifferente e intento fiume qui, nei miei occhi che non sono ciechi ma ribelli dell'oggetto. E in queste parole, nelle mie mani che pigiano sull'aria fresca, appena riscaldata dalla stufa, di notte, in cucina, tra le pietre e le travi, e le fusa della gatta gonfia di vermi, e dei topi, sporadici, che scorrazzano tra il cannizzo e i coppi. Non c'è una voce nel raggio di sei km che io non riconosca. Scricchiolio di mandorlo, scivolare di pietra. La civetta, il gufo e la volpe. Piu' tardi il gallo, qualche cane giu' dagli Angeli o da Giancarlo. Il vento. Se arriva da est da nord o da ovest non suona uguale, ascolto la differenza. Qui non c'è silenzio ma profondita'.
Correggere le espressioni, dunque. 
Qui non c'è un silenzio denso, qui riesco a occupare una grande profondita'. 
I miei sensi, educati dalla quotidianità, aderiscono allo spazio. Lo accettano, ne prendono atto. E al tempo - come il fiume gongola. La prima volta che ho sentito ridere un geco ho pensato fosse il mio stomaco a brontolare. E' il piu' vecchio ricordo che conservo di questa inversione. Qui non c'è proprieta' ma possessione.

5 commenti:

  1. questo tuo attimo perfetto ora è anche un po' nostro... Ciao, un abbraccio da noi...

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  2. Ho sempre ammirato questa tua comunione con la natura e ovunque fossi a tuo agio con essa. Sulla proprietà e possesso sono sulla tua lunghezza d'onda. Non c'è gioia maggiore del non avere nulla ed esserne felici e questo anche a meno tredici gradi centigradi. Un abbraccio da Helsinki 😂

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  3. Meraviglioso accadere che mai sente il bisogno del pensare che solo una accaduto che racconta—passando

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